Campioni nella Memoria

campioni nella m,emoriaCampioni nella memoria è il termine con cui vengono indicati tutti quegli atleti, sportivi etc. che durante il Nazismo sono stati deportati nei lager.

Due esempi famosi sono: il pugile tedesco Johann Trollmann e il calciatore ungherese Arpad Weisz.

 

Johann Trollmann


HANDOUT - Das Foto aus dem Jahre 1928 zeigt den Profiboxers Johann Rukeli Trollmann als Nordwest Deutscher Meister der Amateure. Ein Dokumentarfilm würdigt jetzt den Kampf des Sinto-Boxers gegen die Nazis. Foto: Privat/dpa (zu lni 0352 vom 14.01.2013) +++(c) dpa - Bildfunk+++

Nato nel 1907 in Bassa Sassonia da una famiglia sinti, cominciò a tirare a 8 anni, seguito da un allenatore ebreo. Diventa, incontro dopo incontro, uno dei pugili più richiesti in Germania. Fisico asciutto e scultoreo, chioma riccia e mora , a bordo ring le ragazze fanno a gara per accaparrarsi un sorriso, uno sguardo di quel gran rubacuori. Ma la sua diversità con il perfetto boxeur hitleriano non è solo nell’aspetto, così lontano dalle caratteristiche estetiche tanto amate dal dittatore. Trollmann è un pugile moderno, saltella intorno all’avversario, lo affatica, lo deride per poi sferrare il colpo di grazia , quello della vittoria.

Le persecuzioni razziali naziste, compromisero non solo la sua carriera, ma anche la sua vita. Divorziò, dovendo permettere alla moglie di cambiare il cognome. Per non essere internato nei campi di concentramento dovette ricorrere alla sterilizzazione. Nel 1939 fu chiamato dalla Wehrmacht, l’esercito tedesco, per combattere al fronte. Tuttavia al suo ritorno, nel 1941 la Gestapo lo arrestò e lo deportò nel campo di Neuengamme, vicino Amburgo. Qui, per una razione maggiore di cibo, era costretto a combattere contro le guardie del campo, sebbene fosse ormai debole e malato. Morì, ucciso con una pallottola, il 9 febbraio 1943.

Arpad Weisz


arpad-weiszNato nell’aprile del 1896 da famiglia ebrea in Ungheria, Arpad Weisz era stato un ottimo giocatore, ala sinistra nell’Olimpica ungherese del ’24. Emigrato in Italia gioca nel Padova  e nell’Inter ma un infortunio serio lo porta sulla panchina nerazzurra come tecnico.

Allena per due anni l’inter (divenuto Ambrosiana sotto il fascismo) e poi si trasferisce nel Bologna dove vince due scudetti consecutivi: ’37 e ’38. Ma il suo essere ebreo non passa inosservato: Il figlio non può iscriversi a scuola, lui non può allenare. Il Bologna lo licenzia a fine ottobre del ’38, dopo un 2-0 alla Lazio. Al suo posto va  l’austriaco  Felsner. La famiglia Weisz lascia Bologna in treno, direzione Parigi. La speranza è di trovare un lavoro. Tre mesi trascorsi in albergo indeboliscono le finanze e non danno risultati. Si punta sull’Olanda, Dordrecht. Città piccola, squadra semidilettantistica, ma con Weisz in panchina batterà più d’una volta il grande Feyenoord. Ma anche in Olanda, si stringe il cerchio e nell’ottobre del 1942 la moglie e i figli vengono deportati ad Auschwitz dove, appena giunti e selezionati, troveranno la morte nelle camere a gas di Birkenau; Árpád viene invece assegnato a un campo di lavoro imprecisato dell’Alta Slesia, rimane in vita per altri quindici mesi sino a trovare,  la morte ad Auschwitz in una camera a gas, la mattina del 31 gennaio 1944.

Materiali esterni

Matteo Lanza, Federico Zunino

Fonti : Wikipedia, Youtube, coni, documentazioni esterne,