Che Guevara

Ernesto Guevara de la Serna, più noto come Che Guevara o semplicemente el Che.

Firma di Che Guevara

Guevara fu membro del Movimento del 26 luglio e, dopo il successo della rivoluzione cubana, assunse un ruolo nel nuovo governo, secondo per importanza solo a Fidel Castro, suo alleato politico.

Nella prima metà del 1965 lasciò Cuba per attuare la rivoluzione popolare in altri Paesi, prima nell’ex Congo Belga (ora repubblica Democratica del Congo), poi in Bolivia. L’8 ottobre 1967 venne ferito e catturato da un reparto anti-guerriglia dell’esercito boliviano (assistito da forze speciali statunitensi costituite da agenti speciali della CIA) a La Higuera, nella provincia di Vallegrande (dipartimento di Santa Cruz). Il giorno successivo venne ucciso e mutilato delle mani nella scuola del villaggio. Il suo cadavere, dopo essere stato esposto al pubblico a Vallegrande, fu sepolto in un luogo segreto e ritrovato da una missione di antropologi forensi argentini e cubani, autorizzata dal governo boliviano di Sanchez de Lozada, nel 1997. Da allora i suoi resti si trovano nel mausoleo di Santa Clara di Cuba.

La figura di Guevara ha suscitato grandi passioni sia in suo favore che contro: dopo la sua morte è divenuto un’icona dei movimenti rivoluzionari di sinistra, idolatrato oltre che dagli stessi cubani anche da tutti quelli che si riconoscevano nei suoi ideali, mentre i suoi detrattori lo hanno descritto come un criminale capace di uccisioni di massa, nonché cattivo politico per la sua gestione come ministro dell’industria negli anni immediatamente successivi alla rivoluzione cubana.

La foto scattata da Alberto Korda intitolata gerillelo heroico  è divenuta una delle fotografie più celebri e più riprodotte della storia, la più famosa secondo l’Istituto d’Arte del Maryland.

Il soprannome Che venne attribuito a Guevara dai compagni di lotta cubani in Guatemala. Esso deriva dal fatto che Guevara soleva utilizzare spesso l’intercalare che, parola senza un significato preciso utilizzata molto frequentemente in Argentina per richiamare l’attenzione di un interlocutore. È equivalente alle locuzioni italiane ehi, bene, dunque.

Autori Pinzone Zunino Fonte: TRECCANI on-line