John Fitzgerald Kennedy

John F. Kennedy nacque a Brookline, Massachusetts, il 29 maggio 1917, da Joseph P. Kennedy e Rose Fitzgerald, membri di due famiglie di Boston molto in vista (il nonno materno fu a lungo sindaco della città). Da ragazzo John, soprannominato da tutti “Jack”, frequentò la “Dexter School” e, in sèguito al trasferimento della famiglia da Boston a New York, fu iscritto alla “Canterbury School” di New Milford, una scuola privata. Lì ebbe una breve esperienza scout. Successivamente passò al Choate Rosemary Hall, un collegio di Wallingford, nel Connecticut. Nell’autunno del 1935 si iscrisse all’università di Princeton ma fu costretto a lasciarla prima della fine dell’anno, dopo aver contratto l’itterizia. L’autunno successivo iniziò a frequentare l’università di Harvard. Durante gli anni universitari, Kennedy visitò l’Europa due volte, recandosi nel Regno Unito dove il padre era ambasciatore. Nella primavera del 1941, Kennedy si arruolò volontario nell’esercito, ma venne riformato, principalmente per via della sua colonna vertebrale, lesa da una frattura subita sei anni prima in un incidente calcistico ad Harvard. Dopo l’attacco a Pearl Harbor tuttavia, con l’aiuto delle raccomandazioni del padre, la Marina degli Stati Uniti lo arruolò. Durante questo periodo Kennedy, mentre infuriava la seconda guerra mondiale, partecipò a diverse missioni nel teatro del Pacifico e conseguì il grado di sottotenente di vascello e il comando di una Motor Torpedo Boat PT-109, con base nell’isola di Tulagi, appartenente all’arcipelago delle Isole Salomone.

 

kennedyDopo la seconda guerra mondiale fece il suo ingresso in politica, in parte anche per compensare il vuoto lasciato dal popolare fratello Joseph Jr., su cui la famiglia Kennedy aveva puntato molte delle sue speranze, ma che perì in guerra. Nel 1946 il deputato James M. Curley lasciò il suo seggio, corrispondente a un distretto elettorale a grande maggioranza democratica, per diventare sindaco di Boston; Kennedy corse per quel seggio e batté il rivale repubblicano con un ampio margine. Fu rieletto due volte, con risultati spesso contrastanti rispetto a quelli del presidente Harry Truman e del resto del Partito Democratico.

Nel 1951, durante un viaggio in Estremo Oriente, mentre si trovava in Giappone, fu colpito da altissima febbre (oltre 40 gradi) e ricoverato all’ospedale militare diOkinawa.

Nel 1952 Kennedy si candidò per il Senato con lo slogan «Kennedy farà di più per il Massachusetts». Con una vittoria a sorpresa, sconfisse il favorito candidato repubblicano Henry Cabot Lodge, Jr. con un margine di soli 70.000 voti.

Nei due anni successivi subì diversi interventi chirurgici alla colonna vertebrale: gli venne inserita una placca metallica che gli provocò un’infezione quasi fatale; un successivo intervento si rese necessario per rimuovere la placca metallica e, dopo un lungo periodo di letto, poté iniziare nuovamente a camminare con una stampella, ma la rottura della stampella provocò una brutta caduta e Kennedy dovette nuovamente riprendere il letto. Per tutto questo fu spesso assente dal Senato. Durante questo periodo pubblicò il libro Profiles in Courage, in cui venivano raccontati otto casi in cui senatori statunitensi di entrambi i partiti rischiarono le loro carriere pur di non rinnegare i loro ideali personali (John Quincy Adams, Daniel Webster, Thomas Hart Benton, Sam Houston, Edmund G. Ross, Lucius Lamar,George Norris, Robert A. Taft). Il libro vinse il premio Pulitzer del 1957 per le biografie.

Il senatore Joseph McCarthy era un amico della famiglia Kennedy e aveva frequentato una delle sorelle di John, Patricia; Robert Kennedy aveva lavorato nello staffdel comitato d’indagine di McCarthy. Ciò nonostante JFK votò in Senato contro McCarthy per confermare la nomina di Charles E. Bohlen ad ambasciatore in Unione Sovietica e quella di James B. Conant nella Germania Federale. Nel 1954, quando il Senato era ancora indeciso se censurare McCarthy, John Kennedy aveva preparato un discorso in cui diceva che avrebbe votato a favore della censura, ma non lo poté pronunciare mai: quando, il 2 dicembre 1954, il Senato decise per la censura, John Kennedy era all’ospedale[13] e non disse mai per chi avrebbe votato se fosse stato presente. L’episodio danneggiò molto l’immagine di Kennedy tra ilibera, specialmente con Eleanor Roosevelt.

Nel 1955, ancora sotto i postumi dell’infezione e colpito da una forma di anemia, si recò a New York, presso lo studio medico di una dottoressa, certa Janet Travell, che aveva fama di saper curare con novocaina le contratture muscolari. La terapia contro le contratture si rivelò effimera, ma in compenso fu proprio la Travell a scoprire che la gamba sinistra di JFK era più corta della destra di oltre un centimetro: tale difformità, incredibilmente mai notata da alcun clinico in precedenza, aveva sottoposto la spina dorsale di JFK ad un continuo movimento di oscillazione, contrastato dai muscoli spinali, che per lo sforzo si trovavano in continuo stato di sovraccarico. La differenza fu compensata con l’uso di una scarpa sinistra dal tacco più alto di quello destro e da una fascia lombare speciale. Tutto ciò recò grande sollievo a JFK, l’anemia fu vinta con una speciale dieta ed egli poté riprendere la sua attività politica con rinnovato vigore.

Nel 1956 Kennedy propose la sua nomination per candidarsi alla vice-presidenza per il Partito Democratico, ma il partito gli preferì il delegato del Tennessee Estes Kefauver. Tuttavia gli sforzi di Kennedy fecero crescere la reputazione del giovane senatore nel partito.

John F. Kennedy votò a favore della formulazione definitiva del Civil Rights Act del 1957, dopo aver votato per il “Jury Trial Amendment”, che ridusse l’efficacia della legge, ostacolando il rinvio a giudizio per gli autori delle violazioni. Tra i primi sostenitori della campagna presidenziale di Kennedy si annoverarono, infatti, anche segregazionisti convinti come James Eastland, John McClellan e il Governatore del Mississippi James Coleman.

Morte kennedyIl presidente Kennedy fu assassinato a Dallas, in Texas, il 22 novembre 1963 alle 12:30, ora locale, mentre era in visita ufficiale alla città. Fu un evento straordinario e devastante per la vita di molti americani. «Dov’eri quando hanno sparato a Kennedy?» fu una domanda posta di frequente negli anni successivi e continuò a risuonare per decenni dopo il fatto. Lee Harvey Oswald venne arrestato alle 13:50 in un cinema poco distante da Dealy Plaza, quindi alle 19:00 accusato di aver ucciso un poliziotto di Dallas e alle 23:30 di aver assassinato il presidente nel quadro di una “cospirazione conservatrice”. Oswald venne a sua volta ucciso dopo appena due giorni, il 24 novembre, prima di venire portato in tribunale – dunque senza che ci fosse stato il tempo di intentare a suo carico alcun processo, all’interno del seminterrato della stazione di polizia di Dallas da Jack Ruby, il proprietario di un night club di Dallas noto alle autorità per i suoi legami con la mafia. Ruby giustificò il suo gesto sostenendo di essere un grande patriota e di essere rimasto turbato dalla morte di JFK. Cinque giorni dopo la morte di Oswald, il presidente Lyndon B. Johnson creò la Commissione Warren, presieduta dal giudice Earl Warren, per indagare sull’omicidio. Kennedy venne sepolto presso il John Fitzgerald Kennedy Gravesite, nel Cimitero nazionale di Arlington, in Virginia.

Nel 1993, il libro Case Closed: Lee Harvey Oswald and the Assassination of JFK del giornalista investigativo Gerald Posner, analizzò le prove su cui si basano le principali teorie cospirative, concludendo che nulla di quanto si sa fino ad ora dimostra l’esistenza di un complotto. Il libro è stato molto criticato dai cospirazionisti, per avere omesso o interpretato soggettivamente fatti ed elementi tesi ad escludere il complotto.

Lorenzo Carvelli e Davide Santi