Rosa Parks

Il suo nome completo era Rosa Luise Parks ed è nata a Tuskegee il 4 febbraio 1913. E’ stata un’attivista statunitense e simbolo del movimento per i diritti civili.

Figlia di James e Leona McCauley, nel 1932 sposa Raymond Parks, attivo nel movimento dei diritti civili,passando gran parte della sua vita a lavorare in un magazzino come sarta, nella città di Montgomery, in Alabama.

Nel 1943, aderisce al movimento per i diritti civili statunitensi e nel 1955 inizia a frequentare un centro educativo per i diritti dei lavori e l’ uguaglianza razziale. L’1 dicembre 1955 fu il giorno in cui Rosa Parks diventò importante e allo stesso tempo famosa per il suo atto di ribellione. Era sera e stava ritornando a casa dal lavoro con un autobus; non c’erano posti, perciò occupò uno riservato ai bianchi e si rifiutò di alzarsi, così fu arrestata per condotta impropria. Da all’ora fu conosciuta come “Mother of the Civil Rights Movements” (madre dei movimenti dei diritti civili). Quella stessa notte, 50 leader afro-americani guidati da un pastore protestante, Martin Luther King, diedero l’inizio alle prime reazioni violente di una protesta che durò per più di un anno.

Nel 1956, il caso di questa donna arrivò alla corte suprema degli USA, che decreta la segregazione sui pullman dell’ Alabama. Da quel momento, Rosa Parks, diventò il simbolo per i diritti civili e importantissimo per attivisti. Di conseguenza venne mal vista purtroppo dagli ambienti segregazionisti bianchi contrari alla protesta nera. Ricevette diverse minacce di morte e, non riuscendo più a trovare lavoro, si trasferì a Detroit (nel Michigan) negli anni ’60. Nel febbraio 1987 fonda il “Rosa and Raymond Parks Istitute for Self Developement”, in onore del marito. Nel ’99 ottenne la medaglia d’oro del congresso da Bill Clinton che, riferendosi a lei disse: “mettendosi a sedere, si alzò per difendere i diritti di tutti e la dignità dell’America”

Morì per cause naturali il 24 novembre 2005 a Detroit, all’età di 92 anni.

Nicole Russo e Lucrezia Garibaldi

Fonti: “Il Post” e “Wikipedia”