«i have a dream: that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: “We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal” »  « Ho un sogno: che un giorno questa nazione si sollevi e viva appieno il vero significato del suo credo: “Riteniamo queste verità di per sé evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali” »

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Nato a Meolo il 27 marzo 1921, Giacomo Buranello,  fu un partigiano italiano. Di famigliagiaocomo_buranello di umili origini, fu seguito negli studi dalla madre che si appassionò con lui alle letture riguardanti il Risorgimento italiano. Si iscrisse al P.C.I. e fu poi studente del Liceo scientifico Gian Domenico Cassini di Genova. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, assunse il comando dei GAP genovesi. Nel dicembre del 1943 uccise nell’attuale Galleria Garibaldi una spia dell’OVRA che stava per farlo catturare e che già un anno prima l’aveva fatto arrestare proprio assieme a Walter Fillak. Il 13 gennaio 1944 una squadra GAP, di cui faceva parte anche Buranello, uccise in via XX settembre un ufficiale tedesco e ne ferì un secondo. Quest’ultima uccisione provocò la reazione tedesca che obbligò le autorità italiane a convocare il Tribunale speciale e a condannare a morte otto antifascisti detenuti in carcere. Ormai noto alle forze dell’ordine, su direttiva del Partito comunista, si rifugiò in montagna. Ma a Genova si stavano preparando gli scioperi di marzo, cosicché il comandante partigiano fu rimandato in città per dare supporto armato agli scioperanti. Mentre si trovava nel bar Delucchi s’imbatté in un controllo di polizia. Tre agenti di polizia gli si avvicinarono chiedendogli di mostrare i documenti ma Buranello, utilizzando la pistola che portava con sé, da sotto l’impermeabile aprì il fuoco contro i tre poliziotti, uccidendo sul colpo il vicebrigadiere Armando Graziano e ferendo gravemente il maresciallo Cosimo Gravina. Buranello si lanciò fuori del locale inseguito dal terzo agente, ma la fuga gli fu preclusa per l’intervento di un ufficiale della Guardia Nazionale Repubblicana Stradale, che passando di lì per caso ed intuita la situazione, inseguì Buranello con la macchina tagliandogli la strada. Portato in questura, fu processato e condannato a morte. Ventiquattr’ore ore dopo fu giustiziato davanti al plotone di esecuzione al forte di San Giuliano. Secondo alcune fonti il partigiano sarebbe stato torturato affinché fornisse i nomi dei compagni. Dopo la liberazione, il 1º maggio 1945, il maresciallo Cosimo Gravina, che era stato gravemente ferito nella fase dell’arresto, fu sequestrato nella sua abitazione dalla polizia partigiana e fatto sparire.

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Il termine razzismo, nella sua definizione più semplice, si riferisce ad un’idea, spesso preconcetta[1] e comunque scientificamente errata, come dimostrato dalla genetica delle popolazioni e da molti altri approcci metodologici, che la specie umana (la cui variabilitàfenotipica, l’insieme di tutte le caratteristiche osservabili di un vivente, è per lo più soggetta alla continuità di una variazione clinale) possa essere suddivisibile in razze biologicamente distinte, caratterizzate da diverse capacità intellettive, valoriali o morali, con la conseguente convinzione che sia possibile determinare una gerarchia secondo cui un particolare, ipotetico, raggruppamento razzialmente definito possa essere definito superiore o inferiore a un altro.

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Samuel Morse nacque a Charleston nel 1791 e si diplomò allo Yale College. Nonostante abbia dimostrato un particolare talento negli esperimenti chimici opta per una carriera letteraria-artistica iscrivendosi alla Royal Academy of Arts di Londra. Era un inventore, pittore e professore statunitense noto per aver inventato il primo telegrafo elettrico e il codice di trasmissione punto linea che prende il suo nome (Codice Morse). Insegnò letteratura applicata delle arti nell’università di New York. L’interesse di Morse alla realizzazione di un telegrafo elettrico inizia nel 1832 durante uno dei suoi viaggi in nave tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, in una conversazione apprende della scoperta della possibilità di inviare l’elettricità tramite un cavo per lunghe distanze in tempi quasi istantanei.Samuel Morse Nel 1837 Morse costruisce il primo prototipo di telegrafo ma, nonostante spenda molto tempo in dimostrazioni ottenendo un grande interesse, stenta a trovare i finanziamenti necessari per la realizzazione pratica. Alfred Vail, uno studente universitario figlio di un imprenditore del settore della lavorazione del ferro gli offre la possibilità di investire nel progetto e costruire il primo modello di telefono su scala in cambio di una partnership. Nel 1838 Samuel Morse deposita il brevetto del telegrafo. Il telegrafo di Morse è composto da una tastiera, collegato tramite un cavo elettrico ad un dispositivo di ricezione dove una elettrocalamita attira a sé una leva metallica alla cui sommità è collocata una matita che, ad ogni movimento della leva, scrive su un rotolo di carta in movimento. Inizialmente il dispositivo stenta a trovare finanziamenti per le prime applicazioni. Nonostante l’inizio sia fallimentare Samuel Morse prepara nel 1843 una dimostrazione collegando con un cavo sottomarino lungo 3,2 chilometri l’isola Governors Island nella baia di New York alla Battery di Manhattan ma, sfortunatamente, il passaggio di una nave trancia il cavo metallico. Malgrado l’insuccesso l’idea conquista l’attenzione dei giornali locali e il Congresso concede a Morse un finanziamento di 30 mila dollari per testare il telegrafo. La prima linea telegrafica collega Washington a Baltimora. Da questo momento in poi il telegrafo ottiene facilmente i finanziamenti governativi e si diffonde rapidamente su tutto il territorio americano. Samuel Morse conquista fama e celebrità su scala mondiale. Anche l’inventore inglese W.F.Cooke, inventore rivale del telegrafo nonché diretto competitore di Morse, gli riconosce pubblicamente il merito d’aver inventato un sistema di comunicazione elettrico semplice ed efficiente. Nel 1871 viene eretta una statua nel Central Park di New York. Samuel Morse muore a New York nel 1872.Continue reading

Samuel Morse nacque a Charleston nel 1791 e si diploma allo Yale College. Nonostante abbia dimostrato un particolare talento negli esperimenti chimici opta per una carriera letteraria-artistica iscrivendosi alla Royal Academy of Arts di Londra. Era un inventore, pittore e proffessore statunitense noto per aver inventato il primo telegrafo elettrico e il codice di trasmissione punto linea che prende il suo nome (Codice Morse). Insegnò letteratura applicata della arti nell’università di New York. L’interesse di Morse alla realizzazione di un telegrafo elettrico inizia nel 1832 durante uno dei suoi viaggi in nave tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, in una conversazione apprende della scoperta della possibilità di inviare l’elettricità tramite un cavo per lunghe distanze in tempi quasi istantanei. Nel 1837 Morse costruisce il primo prototipo di telegrafo ma, nonostante spenda molto tempo in dimostrazioni ottenendo un grande interesse, stenta a trovare i finanziamenti necessari per la realizzazione pratica. Alfred Vail, uno studente universitario figlio di un imprenditore del settore della lavorazione del ferro gli offre la possibilità di investire nel progetto e costruire il primo modello di telefono su scala in cambio di una partnership. Nel 1838 Samuel Morse deposita il brevetto del telegrafo. Il telegrafo di Morse è composto da una tastiera, collegato tramite un cavo elettrico ad un dispositivo di ricezione dove una elettrocalamita attira a sé una leva metallica alla cui sommità è collocata una matita che, ad ogni movimento della leva, scrive su un rotolo di carta in movimento. Inizialmente il dispositivo stenta a trovare finanziamenti per le prime applicazioni. Nonostante l’inizio sia fallimentare Samuel Morse prepara nel 1843 una dimostrazione collegando con un cavo sottomarino lungo 3,2 chilometri l’isola Governors Island nella baia di New York alla Battery di Manhattan ma, sfortunatamente, il passaggio di una nave trancia il cavo metallico. Malgrado l’insuccesso l’idea conquista l’attenzione dei giornali locali e il Congresso concede a Morse un finanziamento di 30 mila dollari per testare il telegrafo. La prima linea telegrafica collega Washington a Baltimora. Da questo momento in poi il telegrafo ottiene facilmente i finanziamenti governativi e si diffonde rapidamente su tutto il territorio americano. Samuel Morse conquista fama e celebrità su scala mondiale. Anche l’inventore inglese W.F.Cooke, inventore rivale del telegrafo nonché diretto competitore di Morse, gli riconosce pubblicamente il merito d’aver inventato un sistema di comunicazione elettrico semplice ed efficiente. Nel 1871 viene eretta una statua nel Central Park di New York. Samuel Morse muore a New York nel 1872.

Tra la fine del XVIII e gli inizi del XX secolo l’Asia andò incontro a un crescente declino, ma nel Novecento questa tendenza è stata rovesciata. Dagli inizi del XX secolo, infatti, il continente appare in pieno risveglio in seguito al dispiegamento di nuove energie, soprattutto in paesi come il Giappone, la Cina e l’India.

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Il telefono, una grande invenzione… di chi?

Siamo nel 1876,quando il newyorkese Alexander Graham Bell presenta all’ufficio brevetti un progetto molto dettagliato di un apparecchio in grado di trasmettere segnali vocali attraverso l’ elettricità: una rivoluzione vero? Peccato però che ben cinque anni prima, nel 1871, l’ italiano Antonio Santi Meucci aveva comprato un caveat (cioè un brevetto provvisorio del costo di 20$ più 10$ all’ anno) di un apparecchio denominato telettrofono documentato da un progetto quasi eguale a quello descritto da Bell

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napoleoneTutti saprete chi è il grande Napoleone, ma comunque ve lo riassumiamo: divenne generale dell’esercito molto giovane, poi fu proclamato Primo console e successivamente imperatore. Tolse la sua corona dalle mani del papa e se la mise sul capo da solo. Ebbe due mogli, Giuseppina e Maria Luisa d’Asburgo Lorena e naturalmente assegnò ad entrambe ruoli importanti. Fu esiliato inizialmente sull’isola d’Elba, poi a Sant’Elena dove morì di cancro allo stomaco il 5 Maggio 1821.

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